chignon

Chignon: tutta l’eleganza di un’acconciatura senza tempo

E dire che quell’acconciatura che oggi chiamiamo chignon – dal termine francese chignon du cou, ovvero nuca – nell’antichità, in Mesopotamia, era il simbolo della schiavitù. Proprio così: quella che oggi è diventata la pettinatura da red carpet per eccellenza, la stessa che le grandi dive dello star system sfoggiano negli appuntamenti importanti, un tempo era la tipica acconciatura degli schiavi della Mezzaluna fertile. Soltanto secoli dopo, nell’Egitto dei Faraoni e nell’Antica Grecia, lo chignon passò dall’altra parte della barricata, a imbellire le donne ricche, insieme a preziosi fermagli d’oro. Le matrone romane non furono ovviamente da meno e adottarono questa pettinatura per distinguersi dalle masse e per evidenziare tutte le loro virtù. In questo caso, però, le donne non si accontentavano di fermagli aurei, come le colleghe elleniche. No, tra i loro capelli raccolti si potevano infatti scorgere intere ciocche bionde, prelevate dalle schiave giunte a Roma dai Paesi del Nord.

Nei secoli attorno all’anno zero lo chignon è dunque onnipresente: a partire dal terzo secolo se ne perdono invece le tracce. Anziché raccogliere ordinatamente i capelli sopra alla nuca, le donne iniziarono infatti a osare di più con gli accessori, optando per tiare, perle e oro, ma anche per lunghe trecce agghindate con nastri di seta.

Lo chignon ricomparirà poi nel Rinascimento, anche qui adornato con nastri e gioielli, e di nuovo nella società dell’Ancient Regime a raccogliere i curatissimi capelli ricci delle eleganti dame europee. Anche questo ritorno sulle scene, però, sarà breve, in quanto le donne dell’alta società preferirono optare per il volume artificioso.

Da lì in poi, lo chignon se ne starà in disparte – tranne qualche apparizione assolutamente degna di nota, come quella di Oscar Wilde, che sul finire dell’Ottocento decise di presentarsi alla serata inaugurale della Fabian Society di Londra sfoggiando proprio questa pettinatura, attirando lo sdegno di chi, anni dopo, lo condannerà per gloss public indencency.

A riportare in auge lo chignon sarà il cinema degli anni Quaranta e Cinquanta, e quindi le grandi icone di stile del calibro di Rita Hayworth, di Grace Kelly e di Audrey Hepburn. Se si pensa ad uno chignon famoso, del resto, non si può non fare riferimento alla pettinatura di Holly in Colazione da Tiffany”. Per raggiungere il medesimo risultato a banana è necessario cotonare i capelli sulla parte superiore della testa per poi tirarli indietro, mantenendo però il volume nella parte anteriore, per poi attaccare ogni ciocca – partendo dal basso – alla nuca, aiutandosi con forcine e lacca.

Dagli anni Cinquanta in poi, lo chignon è stato riproposto in diverse varianti e in altrettante occasioni. C’è lo chignon alto della diva e quello della sposa, quello della sportiva e quello della ballerina classica, c’è lo chignon spettinato di chi vuole stare comoda in spiaggia e, infine, lo chignon basso della vecchia zia musona, dallo stile austero. Di esempi da seguire, del resto, ce ne sono per tutti i gusti: da Amy Winehouse a Kate Middleton, passando per Kim Kardashian e Kelly Osbourne, troverete certamente lo chignon adatto al vostro stile a cui ispirarvi!

9 ottobre 2018 Categories: Vivi le tue passioni
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