Trecce nella storia: quando è nata questa acconciatura?

Le trecce non sono mai fuori moda: le vediamo sui red carpet, in occasione di matrimoni (anche quelli reali), in televisione, sui palchi dei concerti, insomma, le vediamo sempre e ovunque. Questa acconciatura, dunque, non si allontana mai troppo dal nostro orizzonte, e questo succede molto probabilmente perché è sempre stata insieme a noi, fin dalle origini della civiltà.

Se si volesse andare indietro a rintracciare le prime chiusure a nodo fatte ai nostri capelli – o meglio, a quelli dei nostri avi – dovremmo gettare lo sguardo fino a circa 30.000 anni fa. Proprio così: mentre l’uomo di Neanderthal scompariva, mentre si sviluppavano i primi esempi di arte figurativa nelle incisioni rupestri, mentre intorno a noi vivevano ancora i mammut e le tigri dai denti a sciabola, qualcuno iniziava ad annodare i propri capelli. Quei nodi potevano indicare molte cose, dall’età della persona al suo ruolo, fino alla sua ‘posizione sociale‘. Non può essere peraltro un caso che, tra gli oggetti più antichi ritrovati nelle tombe preistoriche, vi fossero proprio degli utensili per pettinare i capelli.

Se volessimo parlare di prove certe di trecce come le conosciamo noi, dovremmo però guardare al 3.500 a.C. Allora, a quanto sembra, le trecce erano molto popolari tra le donne di alcune popolazioni africane. A imporre questo particolare stile furono prima di tutte, molto probabilmente, le donne del gruppo etnico degli Himba, in Namibia, che ancora oggi conosciamo per l’uso della ‘otjize’, una mistura di burro, ocra e resine che, distribuito su pelle e capelli, conferisce loro quel tipico e affascinante colore rossastro.

È certo che, già in tempi remoti, le tribù africane avessero iniziato a utilizzare diversi tipi di trecce per identificare ogni diversa comunità, e non solo: anche in questo caso, l’acconciatura, oltre alla tribù, poteva indicare l’età, la situazione coniugale, la religione e il potere di una persona. Fin dalla loro nascita, insomma, le trecce non sono state delle semplici acconciature, elevandosi a vera e propria arte sociale. Questo non deve stupire, soprattutto se si pensa al tempo richiesto per confezionare delle trecce elaborate: oggi come ieri, infatti, l’atto di fare una treccia a qualcuno rappresenta un’occasione di socializzazione.

Le varie epoche e i vari luoghi, va specificato, hanno però avuto le loro trecce distintive. Dalle trecce della Namibia simili a quelle in stile afro si passa infatti alle trecce egiziane del 3.000 a.C., che ricordano le moderne box braid, per arrivare alle trecce a corona dell’antica Grecia, e a quelle a mo’ di Pocahontas dei nativi Americani e così via. Ma tutto quello che è vecchio – anzi, antico – in fatto di trecce, torna inesorabilmente nuovo e attraente. Tutti i tipi di intreccio si ripresentano infatti uno dopo l’altro sotto i nostri occhi, rilanciati di volta in volta da nuovi vip o da famosi hair stylist. Strano ma vero, queste acconciature nate nella preistoria, intorno ai falò, trovano oggi eco in quello che è forse uno dei simboli più fedeli del nostro tempo, ovvero YouTube: non passa infatti giorno senza che, su questa piattaforma, non vengano pubblicati dei video tutorial che insegnano a confezionare qualche ‘nuovo’ tipo di treccia.

3 maggio 2018 Categories: Conosci le tue passioni
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